
Dal 2008 un luogo di ricerca, formazione e pratica per una vita consapevole
Concetto cardine della filosofia di ogni tempo, la Cura di sé risponde al bisogno profondo di realizzare una vita autentica. Oggi, di fronte alle frammentazioni della contemporaneità, rappresenta un atto di consapevolezza e un impegno concreto verso sé stessi e gli altri.
Più che una teoria, è un cammino continuo di trasformazione e illuminazione delle nostre zone d'ombra. Percorrerlo insieme ad altri permette di superare l'isolamento dell'individualismo, moltiplicare gli sguardi sul reale e trasformare la ricerca personale in un’esperienza condivisa di senso e relazione.
Una nuova fase per la Scuola
La Scuola di Cura di Sé ha formato generazioni di professionisti della relazione d'aiuto. Dopo tanti anni dedicati alla formazione di counselor e analisti, a partire da settembre rinnova la propria offerta formativa: completati i corsi pluriennali di counseling e analisi, l'attività si concentra esclusivamente su cicli di seminari dedicati all'approfondimento esperienziale, teorico ed esistenziale.
Corsi attivi
L'anima laica. Psicoanalisi, filosofia e spiritualità
con Tullio Carere-Comes
Un ciclo di seminari che intreccia psicoanalisi, filosofia e spiritualità per esplorare la cura di sé che abbia un'anima: un'anima laica, di cui fare esperienza al di fuori di ogni dogma o istituzione.
DA SETTEMBRE 2026
In programmazione
Sogno e segno
con Nicoletta Freti
Prova un primo incontro
Vuoi verificare se questo percorso fa per te? Partecipa a un seminario per conoscere i docenti, sperimentare il metodo e vivere in prima persona l'esperienza del gruppo.

L'anima laica.
Ciclo di seminari mensili su Psicoanalisi, Filosofia e Spiritualità
Con settembre inizia un biennio seminariale che sarà per me l’ultimo, come annunciato, per motivi di età e di salute. Il tema sarà, come sempre, la cura di sé intesa come una pratica in cui si intrecciano psicoanalisi, filosofia e spiritualità.Qualcuno potrà essere motivato a partecipare ai seminari dalla fiducia di sentire qualcosa di nuovo, rispetto alle cose già sentite in passato. Che cosa potrà sostenere tale fiducia? Ma prima di tutto: che cosa dà a me la fiducia di poter ancora dire qualcosa di valido e interessante, con un cervello ottuagenario le cui prestazioni registrano un calo progressivo inarrestabile e inequivocabile? La vecchiaia come tempo della saggezza è stata sostituita nella nostra epoca dalla quarta età come tempo del rimbambimento, che può essere nel migliore dei casi rallentato ma non impedito. Del resto, la scienza non lascia molto spazio all'idea che l’intelligenza possa essere una cosa diversa da una produzione del cervello come la bile lo è del fegato. Il cervello invecchia, l’intelligenza decade, punto. Fine del discorso. A meno di non voler recuperare l’idea balzana e del tutto fuori corso che l’essere umano non abbia solo un corpo ma anche un’anima, che è una cosa almeno in parte indipendente dal corpo. Non mi riferisco all’anima dei credenti, non sono ancora svanito fino a questo punto. Parlo di un’anima laica, di cui sia possibile parlare e soprattutto fare esperienza al di fuori di qualsiasi credo, revelatione o istituzione chiesastica. Ebbene, il filo conduttore del seminario mensile sarà proprio questo: una cura di sé che abbia un’anima. A chi fosse interessato suggeriamo di iscriversi almeno a un paio di seminari, giusto per verificare di persona se questo discorso dell’anima laica sta in piedi, oppure è un segno di inguaribile senilità.
Chiedi il programma e le date. Scrivi a segreteria@scuoladicuradise.com
Fa per te se
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cerchi uno spazio profondo di ricerca personale al di fuori dei percorsi formali, per illuminare le parti in ombra e vivere in modo più autentico;
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vuoi esplorare l'intreccio tra filosofia, psicoanalisi e spiritualità senza dogmi o approcci confessionali;
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vuoi far parte di un gruppo di ricerca basato sull'ascolto e il dialogo;
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sei un professionista della relazione d'aiuto e desideri integrare la tua formazione.
Sogno e Segno
Ciclo di seminari creativi sul sognare
Con Nicoletta Freti
Un percorso teorico/esperienziale dedicato al linguaggio del sogno e alla sua traduzione creativa.
Un percorso di ascolto e decodifica in gruppo, dove il sogno diventa condivisione, dialogo, scoperta ed ispirazione reciproca per dare forma e voce al proprio vissuto profondo.
Useremo il disegno, la drammatizzazione, il racconto, la condivisione, il lavoro corporeo e altre pratiche di attivazione del pensiero simbolico e immaginativo per esplorare insieme le immagini che emergono dal mondo onirico e trasformarle in segni, gesti e narrazioni collettive.
Contenuti chiave del percorso:
Fondamenti teorici: Il sogno tra psicoanalisi e antropologia culturale.
Pratica esperienziale: Uso dell'immagine (disegnata, plastica o visiva) per dare forma all'inconscio.
Dimensione di gruppo: condivisione, drammatizzazione e decodifica collettiva delle immagini oniriche.
Fa per te se
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cerchi uno spazio profondo di ricerca personale al di fuori dei percorsi formali, per illuminare le parti in ombra e vivere in modo più autentico;
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vuoi esplorare l'intreccio tra filosofia, psicoanalisi e spiritualità senza dogmi o approcci confessionali;
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senti la necessità di un lavoro di gruppo esperienziale, basato sull'ascolto e il dialogo condotto da un docente di lunga esperienza.
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sei interessato a tradurre il linguaggio del sogno in segni, gesti e narrazioni collettive per trasformare l'invisibile in espressione concreta.
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sei un professionista della relazione d'aiuto e desideri integrare la tua formazione.
La scuola
La nostra scuola è nata dalla convinzione che le capacità di cura di sé sono competenza di ogni essere umano. La persona deve imparare a sviluppare queste capacità per prendersi cura di sé e della propria realizzazione. Nella nostra visione la cura di sé è intesa come un cammino di conoscenza e trasformazione e procede su due canali interconnessi: uno relazionale e uno interiore, meditativo-immaginale.
La scuola attinge alle grandi tradizioni della Psicoanalisi, dell’Arte e della Filosofia e al loro potere trasformativo, definendo un approccio integrativo e processuale. La cura di sé è una pratica di Empowerment, ovvero di scoperta, attivazione e attualizzazione del potere personale. Ogni essere umano ha il potere di sviluppare le proprie potenzialità – un potere che va scoperto e coltivato con pratiche che sviluppano la creatività e la consapevolezza e promuovono autostima.
L'idea della scuola prende forma nel 2007, quando Tullio Carere Comes, Psichiatra e Psicoterapeuta e Nicoletta Freti, Docente di Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Bergamo, decidono di fondare una scuola per condividere con altri il percorso di crescita personale che avevano condiviso per anni. La Scuola ha adottato il principio guida secondo cui la cura di sé è estremamente difficile per l’individuo isolato. Fin dall’inizio, la sfida era quella di aiutare le persone a procedere affrancandosi gradualmente dalla dipendenza da figure guida, che pure sono necessarie per un certo periodo, puntando sempre più alla cura reciproca tra pari. Se le comunità tradizionali si organizzano attorno a un maestro o a una tradizione, lo spirito laico dei fondatori ha proposto un’alternativa: una rete di persone liberamente impegnate nella cura di sé.
La Scuola apre ufficialmente nel 2008 con il corso triennale di Counseling, fin da subito orientato sia al lavoro su di sé che alla dimensione professionale. In seguito si sono attivati corsi di Analisi dialogico processuale e vari corsi di Creatività e cura di sé. Fin dall’inizio l’asse portante è il Seminario di cura di sé. Avviene a cadenza mensile e si declina al sabato con lezioni frontali sui temi della cura di sé e pratiche esperienziali di lavoro nel gruppo e alla domenica con uno spazio che approfondisce la dimensione del pensiero non verbale e le sue applicazioni nel counseling. Nel corso degli anni, molte persone sono state formate alla cura personale condivisa e alla capacità di prendersi cura degli altri in modo professionale.
L’approccio processuale
Mettere il Processo al posto di guida significa sospendere ogni sapere, come indicato dalla tradizione sapienziale inaugurata da Socrate.
La visione dialogico-processuale è sostanzialmente diversa da quella medico-psicologica basata sulla diagnosi di un disturbo o problema e somministrazione delle procedure ritenute efficaci per la sua eliminazione o risoluzione, nella prospettiva delle restituzione nel tempo più breve e nel modo più economico del paziente alla sua vita normale.
Nell’ottica processuale l’obiettivo non è la normalizzazione, ma la crescita o liberazione del soggetto. Per noi non esiste una normalità auspicabile, ma un processo virtualmente interminabile di risveglio o realizzazione. Mentre in una visione il disturbo o il problema sono cose da eliminare o risolvere, nell’altra sono opportunità da cogliere per scuotersi dal sonno egosferico e iniziare quello che è stato chiamato il “vero viaggio”.
Nella Scuola di Cura di sé viene messo in primo piano il lavoro personale. La formazione professionale è strettamente collegata alla formazione personale. Il principio guida è: potrai prenderti cura di altri solo nella misura della tua capacità di prenderti cura di te stesso. È un principio fondativo della cura che si trova in diverse versioni in tutte le culture. Abbiamo voluto creare uno spazio in cui le persone possano imparare a prendersi cura di sé e dell’altro, lasciandosi guidare dal processo che si attiva nello spazio del dialogo in vista della crescita personale e della scoperta e realizzazione delle proprie potenzialità, ma anche di un utilizzo professionale delle competenze acquisite per chi lo desidera.
Questa scuola è per te se
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Sei disposto/a a lavorare su di te con sincerità e continuità, accogliendo il cambiamento come un processo vivo, non come una serie di regole da seguire.
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Hai già intrapreso un cammino di crescita personale e desideri nutrirlo e approfondirlo in uno spazio fertile, aperto alla ricerca e alla trasformazione.
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Cerchi un gruppo autentico con cui confrontarti, dove il dialogo sia uno strumento di crescita reciproca, non di giudizio.
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Non cerchi un metodo scolastico o eccessivamente strutturato, ma desideri un percorso che si sviluppi rispettando la maturità, i tempi e l’unicità di ogni persona.
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Vuoi imparare a prenderti cura di te stesso/a e dell’altro, lasciandoti guidare dal processo che nasce nell'incontro, nell’ascolto profondo e nella relazione autentica.
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Desideri esplorare e attualizzare le tue potenzialità, attraverso pratiche che rafforzano consapevolezza, autostima e potere personale.
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Ami attingere alla ricchezza di tradizioni come la Psicoanalisi, l’Arte e la Filosofia, per farne esperienza viva e non solo teoria.
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Sei interessato/a, se lo vorrai, a sviluppare anche un utilizzo professionale delle competenze acquisite, mettendole al servizio degli altri con responsabilità e autenticità.

Commenti di chi ha viaggiato con noi
Verso la fine di un' intensa giornata sul tema della "Solitudine”, quando Nico ci ha chiesto di usare del nastro adesivo o del filo per tracciare “il nostro confine”, uno più intimo e uno intermedio, ho sentito immediatamente che il mio confine più intimo non esisteva! Non potevo, non riuscivo proprio a rappresentarlo.
Ho un mio confine? Riesco a vederlo? E ho iniziato a spezzettare il nastro di carta in piccoli pezzettini, come dei coriandoli… solo così sono riuscita a rappresentare il mio confine: fatto di tanti piccoli pezzetti sparsi…
Quante volte mi sono lasciata invadere e non ho rispettato i miei confini… e soprattutto quante volte, forse anche di più, valico quello degli altri?!?
È stato un’insight molto potente… in un attimo ho ‘visto’ quello che ancora non si era manifestato in maniera così chiara.
Ora so! Ora posso cambiare qualcosa!
Preziosi sono stati anche i rimandi dei compagni.
Il confine intermedio invece c’è, lo sento più solido, quello si è costituito in questi anni di grande lavoro su di me, di terapia, meditazione, di co-counseling.
Quando scelsi la Scuola di cura di sé, non sapevo bene che cosa fosse il counseling, ma quel poco che ne avevo letto mi sembrava stimolante. Cercavo un luogo che mi fornisse l'occasione di conoscere persone nuove con cui confrontarmi ed apprendere, anche pensando a una svolta in ambito lavorativo, di cui cominciavo ad avvertire l'esigenza.
Prima di fare la mia scelta -che ritengo molto azzeccata!- contattai e feci colloqui in quattro scuole della mia città.
Ricordo uno scritto che parlava dell'importanza del respiro, sul sito della Scuola di cura di sé: suonava familiare, mi riportava agli anni di pratica di Hata yoga.
Mi piacque la persona con cui parlai, mi piacque l'ambiente accogliente in cui si tengono i seminari.
Frequentando, poi, mi colpì molto il fatto che tutti gli allievi lavorassero insieme nella stessa stanza: i nuovi iscritti e coloro che frequentavano già da anni. Allora mi parve un vantaggio per i nuovi allievi, e adesso trovo che sia prezioso soprattutto per i vecchi.
Nella vita quotidiana persone di età e provenienze diverse scelgono di frequentarsi perché hanno un interesse comune (dal tifo per uno sport al volontariato), qui nella Scuola di Cura di Sé l'interesse che ci unisce è la conoscenza di sé come base per entrare in relazione con l'altro. Il Counseling é uno degli ambiti di formazione che ci accomuna, ma non é l'unico; questo credo sia il motivo per cui ci sono state e ci sono tuttora persone che frequentano senza essere necessariamente motivate al conseguimento di un diploma di counselor.
Un seminario per me non è soltanto un fine settimana formativo, in cui imparo tecniche nuove, mi lascio affascinare ed incuriosire dalle argomentazioni, dagli autori e dalle esperienze che ci vengono proposti, ma un'immersione in me stessa e per me stessa, un'occasione per ascoltare, pensare, tenermi aggiornata, mantenere vive alcune relazioni importanti, mettermi in gioco, chiedere aiuto quando ne ho bisogno ed offrirlo quando sento di esserne in grado. È tanta roba, come si dice oggi.
È uno spazio in cui guardare l'altro e sentirsi visti; un ambiente protetto, in cui si respira un clima di apertura gentile e non giudicante, in cui ci si allena ad ascoltarsi e a parlare di sé -includendo le sensazioni di disagio, frustrazione, fastidio, nervosismo, rabbia o simili- in modo rispettoso, adeguato ed efficace. Ciò sarà molto utile al futuro counselor nella relazione con il suo cliente, ma più di tutto serve alla persona nella vita di ogni giorno.
Un'altra cosa che apprezzo molto è che il gruppo non è mai troppo numeroso, per cui ciascuno ha la possibilità di aprirsi agli altri, in uno scambio ad intenso tenore emotivo. Ho vissuto momenti di grande valore durante i week end alla Scuola di cura di sè, non sempre semplici, ma sempre utili e formativi, perciò ho scelto di continuare a frequentarla anche dopo essermi diplomata.
"Esperienziale" non è una parola vuota alla Scuola di cura di sé, mi sono ritrovata a dipingere con l'acqua, a danzare ad occhi chiusi, a meditare, a rappresentare con altre persone i sogni di un compagno, a "disegnare" i miei confini, a lavorare sulle foto degli album di famiglia, a stupirmi del lavoro di una compagna e molto altro. "Esperienziale" significa percorrere tracciati creativi e potenzialmente trasformativi nell'ambito della conoscenza di sé e della cura. (E. T.)
Materiali
VIDEOINTERVISTA
Eros e Thanatos
Talk STAI KARMA
Malica Zambelli intervista Tullio Carere-Comes. Settembre 2021
Tullio Carere-Comes
La scoperta della logosfera
Lubrina Bramani Editore, 2022
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